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Sanctorum

  • Proiezione 28 novembre 2019
  • Regia Joshua Gil
  • Durata 1h24min
  • Origine Messico, Qatar, Repubblica Dominicana, 2019 - versione originale sottotitolata in italiano

Joshua Gil, al suo secondo lungometraggio dopo La Maldad (2015), ci trasporta in Messico, in uno sperduto villaggio fra le montagne in cui i contadini che vi abitano sopravvivono coltivando marjuana per i cartelli, schiacciati dalla povertà e dalla violenza che, tra governo e narcotrafficanti, li sta decimando. Come ci ricorda il critico Roberto Manassero, A dónde van los desaparecidos è un progetto giornalistico che nel 2018 raccolse informazioni su oltre 38.000 persone scomparse in territorio messicano: il film di Gil parte proprio da questa tragedia, con una scena che descrive la portata di una perdita muta e sanguinosa, un’assenza che divampa come fiamma nella notte, ripresa in un campo lunghissimo in cui l’oscurità la fagocita. Da qui parte la narrazione, che segue la rivolta degli abitanti di una piccola comunità contro un potere che ha un volto preciso e multiforme, portatore di un’oppressione a cui non si può che reagire su più fronti: dai banchi di scuola, in cui affermare la genesi democratica di una giovane nazione, alla guerriglia nei boschi, in cui i campesinos affrontano polizia e narcos.

Già dalle prime inquadrature di Sanctorum è chiaro che la materia narrata e il dolore che permea le immagini diventa impossibile da rappresentare con il solo linguaggio del documentario. Il dolore di un popolo, di un paese, dell’intera umanità sono una lunga miccia che si dipana attraverso una sceneggiatura aderente a un realismo etnografico che attraversa l’obiettivo e si riflette sui volti degli interpreti, in larga parte non professionisti. Ma il realismo non basta e la mitologia soccorre l’immagine, la amplifica e introduce a quello che è lo strato più profondo sul quale si sviluppa la narrazione: l’apocalisse. Annunciata dai cani neri che corrono nella foresta, scaturiti dagli inferi, quella di Gil è la fine di un mondo attraversato dal conflitto che incrocia natura e divinità. I semidei che appaiono come sagome di fuoco, correndo nel mondo dalle loro caverne sotterranee, più che distruttori appaiono come i soccorritori di un’umanità esausta, alla ricerca di una rigenerazione, di un faro che possa guidarli nella lotta contro un potere criminale e istituzionale che non si arresta di fronte a nulla. Il pianto di un bambino nella foresta diventa la campana che risveglia le figure mitiche – realizzate con un uso sapiente e mai sovrastante della cgi – sullo sfondo di un’enorme tempesta che sembra ribaltare il cielo. Se il sovrannaturale appare come veicolo di un disvelamento – lasciando qui l’impronta di uno dei suoi maestri, Carlos Reygadas –, il dramma umano e intimo è uno dei motori della narrazione: la ricerca della madre scomparsa da parte di suo figlio, ancora bambino. Sanctorum è un titolo evocativo e misterico per un film che sfugge a ogni definizione: «Siamo venute per calmare la memoria degli uomini. Siamo venute a ridare fede attraverso l’universo e il suo movimento infinito». Le creature sono venute per cancellare e riscrivere, per ribaltare un cielo stellato e dare alla realtà i tratti di un sogno che ci mostri un Messico nuovo, un mondo diverso in cui la violenza sia solo l’eco di un ricordo ormai cancellato. Un mondo in cui le sparizioni che quotidianamente occupano gli articoli di cronaca locale siano solo una scintilla perduta nel cielo, destinata a spegnersi nella pioggia.

regia: Joshua Gil – sceneggiatura: Joshua Gil – fotografia: Mateo Gúzman, Joshua Gil – montaggio: Joshua Gil, León Felipe González, Yibrán Asuad – musiche: Galo Duran – suono: Sergio Diaz – scenografia: Rafael Camacho – costumi: Alisarine Ducolomb, Mario Salas – interpreti: Erwin Antonio Pérez Jiménez (Bambino), Nereyda Pérez Vásquez (Madre), Virgen Vázquez Torres (Nonna), Javier Bautista González (professore), Damián Dositelo Martínez Vásquez (Marcos), Ofelia Díaz Gómez (Fantasma), Medardo Díaz Gutiérrez (Soldato) – produzione: Parábola Cine, Viento del Norte Cine, Cacerola Films – Messico, Qatar, Repubblica Dominicana, 2019 – 1h 24’ – v.o. sottotitolata in italiano

Proiezioni ore 16.30 – 19 – 21.30