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Insyriated

  • Proiezione 03 maggio 2018
  • Regia Philippe Van Leeuw
  • Durata 1h25min
  • Origine Belgio, Francia, 2017

La guerra in Siria, ma quella vista da dietro le tende sempre chiuse, attraverso le finestre che non si possono mai aprire, attraverso lo sguardo delle donne che combattono in casa quanto gli uomini in città. La guerra in Siria è quella che costringe una famiglia qualsiasi in un giorno qualsiasi a nascondersi nella propria casa e a sperare di vivere anche quando la morte sembra a ogni bombardamento più vicina. Con coraggio e determinazione Oum Yazan (Hiam Abbass) difende il proprio nido, raccogliendo attorno a sé i suoi figli, suo padre anziano, la domestica e i vicini, giovani sposi con un neonato, che invece pianificano la fuga in Libano. Divisa tra partire e restare, la famiglia è costretta ad affrontare giorno per giorno la fame, la paura, l'angoscia nel silenzio di un segreto che non deve essere rivelato, nel timore di scoprire che il mondo non sarà più lo stesso. Per la seconda volta Van Leeuw racconta la grande storia attraverso le storie per rispondere, forse, a quella domanda che sorge di fronte ai rifugiati, agli sbarchi nel Mediterraneo, ai tragici telegiornali: da cosa fuggono? È nelle quotidiane angosce, nelle conversazioni a letto, nell'intimo delle vite dei civili, che il regista va a cercare la risposta per un claustrofobico dramma a porte chiuse. Primi piani e sequenze lente scandiscono il racconto della guerra racchiuso in sole ventiquattro ore tra le mura di una casa in stato d'assedio permanente.  Se le prime immagini del cortile del palazzo ridotto in macerie chiariscono subito l'intenzione di realismo del regista, il primo piano sull'anziano dallo sguardo stanco, affacciato alla finestra, avvia la rappresentazione della guerra che si combatte ogni giorno in casa. "Lascia il mondo fuori, non vale più niente", consiglia il padre rassegnato alla figlia, mentre si sente l'eco delle bombe vicine, sempre più vicine. Da casa non è possibile uscire, a meno che non si voglia rischiare la morte. Damasco è irriconoscibile da dietro le pesanti tende color senape del salone.

t.o. Une famille syrienne – regia: Philippe Van Leeuw – sceneggiatura: Philippe Van Leeuw – fotografia: Virginie Surdej – montaggio: Gladys Joujou – musiche: Jean-Luc Fafchamps – interpreti: Hiam Abbass (Oum Yazan), Diamand Bou Abboud (Halima), Juliette Navis (Delhani), Mohsen Abbas (Abou Monzer) – produzione: Altitude 100 Production, Liaison Cinématographique – Francia, Belgio, 2017 – 1h 25’ – v.o. sottotitolata in italiano