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Estate 1993

  • Proiezione 18 aprile 2019
  • Regia Carla Simon Pipó
  • Durata 1h30min
  • Origine Spagna, 2017

Cinema Kappadue (Via Antonio Rosmini, 1) - ore 16.30 - 19.00 - 21.30

La Simón segue passo passo il percorso della sua protagonista, la accompagna nel suo nuovo habitat, la pedina senza sosta, mostrando soprattutto le reazioni impresse sul suo volto ed evitando quando possibile l’utilizzo delle sue soggettive, perché Estate 1993 è anche il racconto dell’acquisizione di uno sguardo sulla realtà, come unico viatico alla comprensione del mondo e di se stessi. [L]a narrazione […] nasconde tra le pieghe del suo naturalismo elementi non estranei al thriller, la tensione si fa infatti tangibile in più momenti, a partire da quella sequenza nel parco […]. Quando la bambina cade e si sbuccia un ginocchio, le reazioni degli adulti presenti appaiono esagerate e incomprensibili e si fa strada la sensazione che la piccola possa costituire un pericolo per chi la circonda. È con rimarchevole, spietata delicatezza che la regista introduce così il tema della malattia, in questo caso l’AIDS, nella sua storia, storia che solo una didascalia finale rivelerà essere di matrice autobiografica. A sottolineare poi ulteriormente questa costante sensazione di “pericolo”, ci sono quelle domande di Frida sul phon e sull’acqua, un incidente con un pettine, un cavolo scambiato forse apposta con una lattuga, un infortunio della cuginetta nel bosco, dettato da quell’insopprimibile sadismo tipico dell’infanzia e della sua mancanza di freni inibitori. Intorno a Frida si concentrano poi reazioni contrastanti che vanno dall’affettuosa condiscendenza dei nonni, al più esplicito compatimento degli estranei, alle reazioni talvolta più severe dei nuovi genitori, che si ritrovano, proprio come lo spettatore, sempre vigili nel tentare di decifrare le reazioni, spesso irrazionali di Frida. Motore estremamente mobile ed instabile di un universo umano che la osserva sempre in bilico tra empatia e paura, Frida osserva e ascolta, sbaglia e apprende e rappresenta lo strumento perfetto per trascinarci in un viaggio a ritroso, giù in fondo, fino a quel tempo ancestrale fatto di incoscienza e irrazionalità, e che ognuno di noi ha attraversato.


Daria Pomponio da Quinlan.it

t.o. Estiu 1993 – regia: Carla Simón – sceneggiatura: Carla Simón – fotografia: Santiago Racaj – montaggio: Didac Palou, Ana Pfaff – scenografia: Mónica Bernuy – musiche: Pau Boïgues, Ernest Pipó – interpreti: Laia Artigas (Frida), Paula Robles (Anna), Bruna Cusí (Marga), David Verdaguer (Esteve), Fermí Reixach (Avi), Montse Sanz (Lola), Isabel Rocatti (Àvia), Berta Pipó (Àngela), Etna Campillo (Irene), Paula Blanco (Cesca), Quimet Pla (Gabriel) – produzione: Inicia Films, Avalon P.C. – Spagna, 2017 – 1h 37’ – v.o. sottotitolata in italiano