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CIRITICA: Alps

  • Data di pubblicazione 11 marzo 2017
  • Autore Diego Pasetto
  • Categoria Attualità

“Un ingranaggio è un meccanismo utilizzato per trasmettere un momento meccanico da un oggetto ad un altro.” (Wikipedia)

In quest’opera non c’è riproduzione della realtà. Non c’è narrazione e non c’è storia. C’è attivazione di un ingranaggio, di un meccanismo. I corpi, i movimenti e le parole non sono corpi, movimenti, parole, sono ruote dentate che trasmettono in una rotazione meccanica, di cui si perde spesso la direzione, l’energia astratta del concetto di Identità.

La coscienza di sé si coagula in base a (grottesche)scelte fondamentali, sostanziali: Johnny Depp o Prince, e si precisa in base a quale lato o vertice si occupa nella (fragilissima) geometria familiare, sociale, relazionale, edificata attorno alla propria Persona: figlia, amante, moglie, compagna.

Ma l’unicità e l’inconfondibilità dell’individuo si mostrano in tutta la loro inconsistenza e quindi cessa anche il senso di parlare di “individuo”:

Siamo gli uomini vuoti

Siamo gli uomini impagliati

Che appoggiano l’un l’altro

La testa piena di paglia. Ahimè! (*)

La morte (o meglio la mancanza di accettazione della morte) secerne due fluidi esistenziali, due effetti organici, naturali: l’Inconcepibilità del cambiamento, il rifiuto che un evento interno o esterno tagli il filo dell’ordinario, stacchi di colpo il flusso di una convivenza alimentata dagli atti (benevoli e/o conflittuali) e dal tempo, e l’Insostituibilità della perdita. Bene, il primo punto è lo scatto iniziale di tutto il meccanismo, il-motivo-per-cui il gruppo Alpi si attiva: “non si addolori … sarà tutto come prima!”. Questo è possibile se si stralcia e si liquida il secondo punto: gli occhiali, mangiarsi le unghie, mettere un polsino, ripetere una frase (cercando di non sbagliarla in un momento topico), sono tutte spie, indizi, elementi di trasferimento di significato per dare “parvenza” di completezza ad un “oggetto corporeo”, un involucro sostitutivo.

La volontà, spontanea e contemporaneamente irrazionale e irrealizzabile, di ritrovare qualcosa o qualcuno che “si ritiene” di aver perduto, necessita di un completo svuotamento del senso di identità (che generalmente si concepisce ben più complessa dei rudimentali accessori dell’”imitazione” e fino a prova contraria unica e inconfondibile) per poter accettare di avere accanto un simulacro, una riproduzione plastificata di ciò che manca, di chi è assente.

Come lo spettatore a teatro, il “cliente” del gruppo Alpi si avvale di quel patto di senso che si chiama “sospensione dell’incredulità”, attraverso il quale, assumendo per convenzione una definizione dei ruoli, mascherando e stilizzando le linee identitarie, riesce a godere (riesce?) della Contraffazione (sia pur grottesca, miserevole, …), a scambiare la morte con una vita per imitazione. In altre parole: Accettare la Menzogna per non accettare la Mancanza.

Allo stesso momento i medesimi attori, le Repliche, i Mediatori dell’Assenza, nonostante il rigido protocollo del burattinaio, il Monte Bianco, implodono in un malfunzionamento identitario, ruote dentate che vanno incontro al grippaggio o all’inversione di rotazione, e smarriscono la percezione stessa del limite e del confine tra il sé e il “sé contraffatto”, e appaiono come personalità confuse, reiterate e senza terza dimensione, come riflesse in uno specchio frantumato … effigi:

Figura senza forma, ombra senza colore,

Forza paralizzata, gesto senza movimento; (*)

Non è un’opera che convoglia risposte o consegna interpretazioni. La non-conclusione della fine ci suggerisce invece una sospensione… ma quanto del meccanismo artefatto che è stato mostrato, quanto della perversione dei ruoli su cui si è giocato, agiscono già all’interno nella vita che conosciamo o che osserviamo?

Identità, singolarità, relazione, sembra che abbiano perduto i canoni di certezza e riconoscibilità e

Fra il desiderio

E lo spasmo

Fra la potenza

E l'esistenza

Fra l'essenza

E la discendenza

Cade l'Ombra. (*)                              (* T.S.Eliot: Gli uomini vuoti)